PIETRO PANZA
Profilo artistico

Pietro Panza sin dal suo primo progetto artistico (Abitare la Terra – 2022) stabilisce una ricerca posta in un flusso di coscienza personale, dove percorrere una narrazione di carattere eco-sofico, inteso anche come processo formale, politico, storico e sociale. Autodidatta da un intimo inconscio di echi del ‘900, sperimenta un dialogo tra pittura e scultura in un complesso legame materico. Dal suo segno riaffiorano radici di un paesaggio interiore, inteso alla percezione della vita.

Febbraio 2024
Dott.ssa Curatrice Claudia D’Angelo

Dove Albero è Foresta 

Pietro Panza sin dal suo primo progetto artistico, stabilisce un confronto con l’ambiente inteso anche come processo formale politico storico e sociale. In Abitare la Terra “dall’Antropocene al Tecnocene”, riflette a quanto il superamento della “crisi ecologica” stia fuori di noi così come dentro di noi, un archetipo chiaro e complesso come è la natura così l’arte. Nelle opere sperimenta la relazione tra arte, natura e tecnica in una “Terra Incognita Planetaria” con la quale ci dobbiamo riconcettualizzare anche in chiave etica-antropologica, una ricerca che pone l’Artista in un flusso di coscienza personale, dove esprimere una narrazione di carattere filosofico. Da uno scritto di Panza: “in questo tempo di tardo Antropocene per homo fictus è necessario immaginare e comprendere quanto cultura e natura siano indissolubilmente intrecciate. Non possiamo limitarci al vederci dal di fuori, ma vedendoci dal di dentro come corpo. Così come quello strano agire delle piante dove tutto è poroso, dove tutto è in tutto”. L’artista esprime un procedere narrativo fuori dal self, oltre il paradigma in vigore, affinché non si determini un collasso. Come nelle opere “Tramateria” un lavoro al riconoscimento di un valore anche sensibile tra l’estetica, l’ecologia e la biodiversità. È in un respiro cosmico la sua radice, nella materia che graffia, nelle immagini, simboli ed archetipi che esprimono il fallimento del processo di modernizzazione pensato come sostituzione della natura con la tecnonatura. Una spinta così profonda e pervasiva da divenire “la tecnica stessa” il nuovo soggetto della storia.

Autodidatta da un intimo inconscio di echi del ‘900, sperimenta un legame tra pittura e scultura in un complesso linguaggio materico. Nella sua poetica sente il bisogno di incontrare la vitalità del nero, nella ruggine gli alberi, un cielo di rame dai grigi a confine e rossa la solitudine.

 Marzo 2024
Dott.ssa Curatrice Claudia D’Angelo

 Dall’esperienza con la scuola

“L’ Arte ci consente di preservare le nostre migliori intuizioni rendendole accessibili a tutti. Ha un ruolo pedagogico, aggiunge delle esperienze interiori alla nostra quotidianità. L’ Arte nel suo significato più ampio e collettivo ha sempre una funzione comunicativa dove riflettere l’inconscio, il logos, il caos, la follia, dove lasciarsi pervadere dalla vita di altre persone e spesso di un’intera epoca e di un’intera civiltà.” Riporto questo scritto da un dialogo con Pietro Panza per testimoniare il racconto sociale della sua arte, dalle esperienze fatte con le scolaresche dove si rivela quello che Umberto Eco descrisse così: ” Di autenticamente estetico non c’è che la relazione”.

Pietro Panza è un artista a confronto con l’ambiente inteso anche come processo politico e sociale.

 Marzo 2024
Dott.ssa Curatrice Claudia D’Angelo